A proposito del lavoro sui diritti umani del Comitato Cerezo

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Di fronte alle informazioni pubblicate in alcuni mezzi di comunicazione, che cercano di svilire il nostro lavoro per i diritti umani, di disprezzarci e generare un clima per giustificare una aggressione contro di noi che formiamo parte della organizzazione di Diritti Umani Comitato Cerezo Messico, vogliamo far conoscere quanto segue.

L’8 di agosto del 2001 scoppiarono tre bombe in succursali bancarie del Distretto Federale. Cinque giorni dopo sono presentati ai mezzi di comunicazione Alejandro, Héctor e Antonio Cerezo Contreras, nonché l’indigeno nahuatl Pablo Alvarado Flores, ritenuti responsabili delle esplosioni.

Il 13 di agosto, noi, amici e familiari dei detenuti, realizzammo un presidio davanti alla Procura Generale della Repubblica per esigere la loro liberazione. Pur essendo innocenti, erano stati torturati per più di 12 ore dentro la loro casa.

Il 17 di agosto, gli arrestati sono trasferiti al Carcere di Massima Sicurezza n. 1 al tempo la Palma, oggi l’Altiplano, accusati di terrorismo, danni a proprietà altrui, delinquenza organizzata, possessione di armi di uso esclusivo dell’esercito.

Davanti alla gravità della situazione e al difficile contesto che si poneva davanti a noi, che siamo familiari, compagni del CCH-Sur, amici che assieme ai fratelli Cerezo Contreras arrestati abbiamo realizzato lavoro volontario comunitario in zone indigene del paese, abbiamo dato vita al Comitato per la libertá dei fratelli Cerezo e coaccusati, che è poi oggi diventato il Comitato Cerezo Messico.

La difesa legale, in principio svolta dalla dottoressa Digna Ochoa y Plácido, che fu assassinata il 19 di ottobre del 2001, e successivamente dalla dott.ssa Barbara Zamora, dimostrò giuridicamente l’innocenza degli accusati, poichè sono stati esonerati da tutti i delitti che originarono la detenzione. Nonostante ciò, se ne imputarono altri più gravi, e il tutto in un processo gravato da irregolarità e inconsistenze giuridiche, ragioni per le quali si inizió a diffondere le arbitrarietà del caso.

E’ stato grazie alla solidarietà di organizzazioni e alla sensibilità di alcune persone che si sono formati comitati di appoggio all’interno della Repubblica (Oaxaca, Puebla, Morelia, Xalapa, Guadalajara) e all’estero (Montreal, Canadá).

Il lavoro come difensori di diritti umani che abbiamo portato avanti è stato possibile poichè abbiamo progetti economici autosostenibili (serigrafia, e caffetteria), i quali ci hanno permesso di diffondere il caso e rafforzare la nostra organizzazione. La offerta di corsi sui diritti umani, le conferenze sul caso, la documentazione sulla situazione penitenziaria dei detenuti per motivi politici in carceri di massima sicurezza e statali, così come la elaborazione del censimento nazionale dei prigionieri politici, di coscienza e ingiustamente detenuti, sono alcune delle attività che portiamo avanti.

Nell’aprile del 2003, con la presentazione della richiesta di liberazione diretta, (amparo directo) abbiamo utilizzato l’ultima risorsa legale per la liberazione dei detenuti, riuscendo a far sì che Alejandro Cerezo fosse esonerato da qualunque delitto. Non è stato lo stesso per i fratelli Hector e Antonio Cerezo, i quali scontano una condanna di 7 anni e mezzo, mantenuti come ostaggi dello stato. Pablo Alvarado ha compiuto una ingiusta condanna di 5 anni, raggiungendo la libertà il 13 agosto del 2006.

Da parte del governo di Vicente Fox si è insistito nel collegare i fratelli Cerezo Contreras e il Comitato Cerezo con gruppi guerriglieri. Attualmente con Felipe Calderòn continua il clima di persecuzione e criminalizzazione verso la nostra organizzazione. Un esempio di questo è che dopo la scomparsa di due persone rivendicate come facenti parte dell’Esercito Popolare Rivoluzionario (EPR) e la presunta parentela di uno di loro con i fratelli Cerezo, il 26 giugno, attraverso la posta elettronica della organizzazione si ricevette la più recente minaccia di morte diretta a tre dei nostri membri. (Alejandro, Francisco e Emiliana Cerezo Contreras.)

E’ importante ricordare che la Commissione Interamericana di Diritti Umani (CIDH) ha fatto pressione al governo federale, per richiedere misure di sicurezza; ci sono tre Azioni urgente di Amnesty internacional e del Osservatorio per la Protezione dei Difensori di Diritti Umani, i quali hanno riconosciuto il nostro lavoro di difesa e promozione dei diritti umani e hanno manifestato la loro preoccupazione per la integrità fisica e psicologica di noi che siamo parte del Comitato, non solo dei fratelli Cerezo.

Da ultimo facciamo notare che Emiliana, Francisco e Alejandro Cerezo Contreras sono tre membri in più della nostra organizzazione, e in queste righe lo abbiamo reso noto, per questo dichiariamo che:
Non siamo la facciata di nessun gruppo armato, siamo una organizzazione di diritti umani.

Il lavoro che realizziamo è assolutamente legale e nell’esercizio dei nostri diritti costituzionali e umani

La nostra organizzazione è autosostenibile

Eccetto tre dei nostri membri, tutti noi che lavoriamo nel Comitato non abbiamo i cognomi Cerezo Contreras.

Malgrado il fatto che non abbiamo i cognomi Cerezo Contreras, come menzionato qui sopra, per tutto questo tempo abbiamo condiviso la persecuzione, le minacce di morte, i pedinamenti, le intimidazioni, le video riprese e altri atti illegali da parte dello Stato Messicano, per il quale non sono importanti i nostri cognomi, ma il fatto che il nostro lavoro per i diritti umani gli risulta scomodo.

Comprendiamo che la persecuzione obbedisce a una presunta relazione familiare, con quale non abbiamo nessun legame e che lo Stato Messicano ha utilizzato in forma indiretta e non ufficiale. Attualmente si cerca di collocare i fratelli Cerezo Contreras nel mezzo di una guerra tra apparati di sicurezza e i gruppi armati, cercando così di togliere valore il nostro lavoro come Comitato Cerezo.

Davanti a questi fatti, dichiarazioni e azioni, tutti i membri del Comitato Cerezo rendiamo responsabili della nostra sicurezza e integrità fisica e psicologica lo Stato Messicano.

Membri del Comitato Cerezo México

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